Perché la tua pelle può invecchiare senza che tu te ne accorga
by LauraCompartir
Puoi avere 45 anni, sembrare "in forma" allo specchio, e nonostante ciò notare che la tua pelle non risponde più come qualche anno fa: impiega più tempo a recuperare, appare spenta senza un motivo apparente, oppure un prodotto che prima funzionava non dà più lo stesso risultato.
Questo squilibrio ha una spiegazione biologica e non dipende solo dall'età che hai. Dipende da una capacità molto precisa: quella del tuo corpo di ripararsi da solo, giorno dopo giorno. Questa capacità si chiama healthspan.
Cos'è l'healthspan e in cosa differisce dall'aspettativa di vita?
L'healthspan è il numero di anni durante i quali il tuo organismo mantiene la propria capacità funzionale e ti permette di condurre una vita indipendente, con poche limitazioni fisiche o cognitive. È diverso dall'aspettativa di vita, che misura semplicemente quanti anni vive una persona. La differenza tra queste due misure è oggi uno dei grandi punti focali della ricerca sulla longevità, perché molti dei meccanismi che spingono l'invecchiamento sono coinvolti anche nelle malattie legate all'età.
L'healthspan si riconosce nella vita quotidiana: nell'energia che ti resta a fine giornata, nel tempo che impieghi a recuperare dopo uno sforzo, nella qualità del tuo riposo e nella fermezza e densità dei tuoi tessuti. Questi quattro segnali dipendono dalla stessa cosa: la capacità del corpo di riparare e mantenere i propri tessuti nel tempo.
Perché la pelle è un buon indicatore di longevità?
La pelle è l'organo più esteso del corpo e condivide con il resto dei tessuti gli stessi meccanismi di riparazione, con una differenza: è l'unico che si può osservare a occhio nudo, senza un esame di laboratorio. Per questo funziona come un modello accessibile per comprendere i processi di invecchiamento cellulare che avvengono in tutto l'organismo, e per questo lo stato della pelle è uno dei segnali più precoci di come sta funzionando il tuo healthspan.
Le tre variabili che determinano la qualità della riparazione
Dietro questa capacità di riparazione ci sono tre variabili precise, e su tutte e tre è possibile intervenire.
| Variabile | In cosa consiste |
|---|---|
| Rimozione delle cellule che non funzionano più | L'organismo elimina in modo continuo le cellule danneggiate. Quando questo processo fallisce, si accumulano e danneggiano il tessuto circostante. |
| Ambiente chimico delle cellule riparatrici | Un fibroblasto rende meglio o peggio a seconda del livello di infiammazione di basso grado che lo circonda. |
| Energia disponibile all'interno della cellula | Riparare un tessuto, sintetizzare collagene o recuperare dopo uno sforzo consuma ATP, prodotto nei mitocondri. |
Quando una cellula accumula danni al proprio DNA e non riesce a ripararli, può abbandonare in modo permanente il ciclo cellulare per evitare di propagare quel danno. È una cellula senescente: un meccanismo di protezione, non un difetto. Il problema si presenta quando, invece di essere eliminata, resta nel tessuto e inizia a rilasciare segnali infiammatori che colpiscono le cellule vicine e degradano la matrice circostante. Più tempo impiega l'organismo a rimuoverle, prima si nota.
Perché la pelle ripara di più durante la notte?
Le cellule della pelle hanno un proprio orologio interno, e processi come la riparazione del DNA seguono un ritmo circadiano invece di verificarsi in modo uniforme durante il giorno. La riparazione non si distribuisce allo stesso modo a tutte le ore: si concentra in determinate fasce orarie, ed è una delle ragioni biologiche per cui molte routine vengono consigliate di sera.
La costanza rende più dell'intensità
Come accade con l'esercizio fisico, lo stimolo biologico ha un ottimale, non un massimo: una dose moderata e costante produce un adattamento migliore rispetto a una dose intensa ma sporadica. Tre fattori agiscono su questo ritmo e si possono lavorare ogni giorno: il movimento, che stimola la produzione di nuovi mitocondri; il riposo, durante il quale si concentra buona parte della riparazione; e la costanza dello stimolo, più determinante della sua intensità.
In che modo la fotobiomodulazione aiuta la longevità della pelle?
La fotobiomodulazione è la stimolazione cellulare tramite determinate lunghezze d'onda di luce LED. Questa luce attraversa la pelle e viene assorbita dai mitocondri, aumentando la produzione di ATP: la stessa risorsa da cui dipende la terza variabile della riparazione. Le evidenze descrivono anche effetti sull'ambiente infiammatorio e sulla microcircolazione, agendo così anche sulle altre due variabili. È una tecnologia valutata in ambito clinico da decenni; la novità è la possibilità di applicarla a casa.
La Silicone LED Mask tratta viso, collo e décolleté in una sessione di dieci minuti. In un test di efficacia condotto su più di 20 donne over 40, dopo 8 settimane di utilizzo si è osservato il 30% in più di compattezza sul viso, il 19% in più di elasticità e un aumento del 12% dello spessore del derma, oltre a miglioramenti su macchie e rughe.
La Infrared LED Mat applica lo stesso meccanismo su una superficie corporea molto più ampia, a contatto diretto con la pelle. Come riassume Blanca Miñano, CEO e fondatrice di SKINVITY: "con un dispositivo locale lavori su un punto; con il tappetino lavori su tutto il contesto in cui vive quel tessuto, e in biologia il contesto è tutto." Fare la sessione la sera permette di integrarla nella fascia oraria in cui l'organismo ripara di più.
Entrambi i dispositivi si integrano con la routine cosmetica abituale e con i trattamenti cosmetici e medico-estetici: non sostituiscono la protezione solare né gli attivi topici, agiscono attraverso un meccanismo diverso.
Quando conviene consultare il tuo medico
Una stanchezza persistente che non migliora con il riposo, una macchia nuova o che cambia forma, colore o dimensione, un cambiamento cutaneo molto rapido che non corrisponde a un processo graduale, o qualsiasi dubbio autentico riguardo al tuo corpo. Nulla di quanto sopra sostituisce una valutazione medica.
Questo contenuto ha finalità divulgative e non sostituisce una valutazione medica.
Domande frequenti
Se l'invecchiamento è biologico, ha senso cercare di influenzarlo? Sì. L'età cronologica non può essere cambiata, ma la velocità con cui invecchiano i tessuti risponde davvero a fattori ambientali e allo stile di vita.
Perché l'organismo conserva le cellule senescenti se possono essere dannose? Perché